Così descrive il ridente paese di Traves il depliant curato dal Comune con il concorso della Provincia di Torino, della CRT Ag. Di Lanzo e di tutte le associazioni presenti sul territorio del comune.

Traves sorge su una altura che trova spazio sulle pendici orientali del monte Calcante a 628 metri di quota. Ai piedi di queste pendici confluiscono e si mescolano tra di loro le acque dello Stura che scendono dalla valle di Viù e quelle che scendono dal Pian della Mussa (mescolatisi a loro volta a Ceres con il ramo che scende da Forno Alpi Graie). Qualcuno vuole che questa confluenza d’acque (entro aives) abbia dato origine al nome del paese, altri asseriscono che Traves derivi dai tronchi (travi) che anticamente venivano collocati da sponda a sponda sulla Stura per poterla attraversare. Traves conta 13 frazioni che si sviluppano su un’area di circa 10 Km quadrati. Il capoluogo dove ha sede il municipio, le scuole, la posta e l’ambulatorio medico è la frazione Villa. Le altre sono: Malerba, Tiglierai, André, Bertolè, Tese, Perini. Disposto lungo la Stura di Viù sorge sulla destra (orografica) Campetto. Lungo la riva sinistra della Stura di Ceres vi sono gli abitati di Rozzello, Biò, Corgne e Grangia. Sulla sponda destra ci sono invece i casolari della frazione Luisetti. Le frazioni situate tra le due Sture vanno anche sotto il nome di Traves Basso.

Traves è collegato ai paesi del fondovalle ed a quelli dell’area Torinese dalla strada provinciale n° 1 e dalla ferrovia Torino-Ceres. La stazione, che si trova alla frazione Biò, è asservita da più corse al giorno (mattutine, pomeridiane e serali) da e per Torino.

Vogliamo aggiungere un’altra descrizione diversa tratta dal libro "A la modda dli Travinel" redatto a cura delle insegnanti e degli alunni delle scuole elementari di Traves nel 1980.

Percorrendo la strada che da Germagnano porta verso Ceres, dopo aver attraversato l’abitato della frazione di Funghera, aver salito il Ròch Berton, si apre allo sguardo il paese di Traves. Esso occupa tutto il versante orientale del Monte Calcante 1614 m. le cui falde erano, un tempo, completamente ricoperte di castagni. Si dice infatti che i castagneti erano talmente fitti ed intricati che uno scoiattolo, salito sugli alberi del monte Calcante, avrebbe potuto saltare di ramo in ramo fino al Béc Ceresin senza mai toccare il terreno. Ora, invece, i monti che circondano l’abitato di Traves son per la maggior parte brulli o hanno rare macchie di verde sporgenti tra le pietre.

Traves, posto tra le due Sture, che si riuniscono sotto il ponte, dista 42 km. da Torino e vi è congiunto da una comoda strada statale e dalla ferrovia Torino-Ceres con servizio giornaliero di treni.

Il nome di Traves ha sempre avuto varie interpretazioni negli anni addietro ma soprattutto tre possono avere valore.

A) Deriverebbe da ENTRAIVES, cioè paese posto tra due fiumi, tra le acque. Nomi simili si possono trovare in altre parti del Piemonte, quali Entraque, Entréve, Entrod.

B) Potrebbe altresì derivare dalle travi, che in tempi lontani dovevano essere messe nel corso del torrente per il guado. Infatti allora non c’erano ponti e quello di Traves fu costruito nel XIX secolo.

C) Deriverebbe il suo nome dagli abitanti THERAVES venuti in Italia e nella nostra regione dalla zona di Thera (Grecia).

Traves conta oggi 580 abitanti ( censimento 1971 abitanti 593) ed è situata a 640 metri sul livello del mare. E’ formata da 15 frazioni: Villa, il centro con il Municipio e la Parrocchia, Malerba, Tiglierai, André, Bertolé, Tese, Tisinelle, Pignastello, Lusiana, Perini.

Prima di attraversare il ponte sulla Stura, in località Traves Basso si trovano: Ròch Berton, Rosello, Biò, Grangia, Luisetti. Le frazioni erano in origine gruppi tribali, con proprie usanze, tradizioni e rivalità. Infatti ogni frazione conserva ancora alcuni cognomi tipici e una cadenza dialettale differente oltre che un proprio modo di pensare.

Traves è un paese che si amplia per la presenza di turisti nella bella stagione e durante i fine settimana. Molti dei suoi abitanti, però l’hanno abbandonato per andare in pianura, nelle fabbriche a trovare un lavoro più sicuro e redditizio.

Tra coloro che sono rimasti, alcuni si dedicano ancora ai lavori agricoli sulla scia della tradizioni, altri invece sono lavoratori pendolari.

Altre notizie, tratte dal Casalis - Dizionario geografico - storico - statistico commerciale degli Stati di Sua Maestà il Re di Sardegna compilato per cura del professore e dottore di belle lettere Goffredo Casalis, cavaliere dell’Ordine de’ SS. Maurizio e Lazzaro e dell’ordine civile di Savoia. Opera molto utile agli impiegati nei pubblici privati uffizi, a tutte le persone applicate al foro, alla milizia, al commercio e singolarmente agli amatori delle cose patrie. Volume XXIII. Torino 1853

Traves, comune nel mandamento di Lanzo, prov. dioc. e div. di Torino, dipende dal magistrato d’appello, intendente gen. tribunale di prima cognizione, ipot. di Torino, insin. e posta di Lanzo. Sorge presso la Stura, nella Valle di Lanzo, e a maestrale di quel capoluogo. La sua positura è all’elevazione di 325 tese sopra il livello del mare. E’ distante 2 miglia da Lanzo e 15 da Torino. Due correnti d’acqua, entrambe denominate Stura, di cui una scorre verso levante e l’altra verso tramontana, vengono a congiungersi sul territorio di Traves; queste acque contengono trote e temoli in grande quantità. Sulla Stura vi sta un ponte di legno, del quale il conte Francesetti di Mezzenile nelle sue "Lettres sur les Vallées de Lanzo" cosi parla: "Non c’è assolutamente nessun altro modo di arrivare a Traves provenendo da Torino se non quello di attraversare un alto, traballante, pericoloso ed insicuro ponte in legno, sul quale io non consiglierei a nessuno di passare, soprattutto a coloro che fossero soggetti a vertigini o a capogiri".

La strada che vi conduce costeggia La Stura e le falde della montagna detta Bastia. I prodotti del territorio sono: segale in poche quantità, castagne, noci, patate, pere e poma. Presso che in tutte le case di Traves si fabbricano chiodetti che si vendono sui mercati di Lanzo e nella capitale. La Chiesa Parrocchiale è sotto il titolo di S. Pietro: fu eretta nell’anno 1616 per causa della sua separazione da quella di Lanzo. Nella borgata di questo comune, che chiamasi Campetto, nacque l’esimio sac. GIUSEPPE OLIVETTI, canonico onorario della insigne collegiata di Santhià, il quale, nello scopo lodevolissimo di giovare ai suoi compaesani, fondò nell’anno 1838 una piazza perpetua nel Seminario Arcivescovile di Torino a vantaggio di un chierico della Parrocchia di Traves, in difetto di qualsiasi altra parrocchia delle Valli di Lanzo. Quindi nel 1841 costituì una pensione ecclesiastica, anche perpetua, d’annue lire 240 per servire di patrimonio ecclesiastico a quel chierico che ne sarà investito da quella congregazione locale di carità, alla quale, previa approvazione di S.M. il Re Carlo Alberto, venne pure dal medesimo sig. Canonico Olivetti stabilita in prima dotazione quella somma che, detratta la predetta ecclesiastica pensione annua, annualmente si avanzerà sulla fondatale rendita di annue lire 350.

Siccome alcuni credono esser probabile che in progresso di tempo il luogo di Campetto, che ora fa parte del Comune di Traves, ne venga staccato per essere unito ad un altro, così dobbiamo notare essere intenzione del sopra lodato fondatore, che si riconosca tale borgata serbar sempre diritto, anche dopo la presupposta separazione ad esser compresa nella nomina accennata qui sopra.

Gli abitanti sono robusti, industriosi e di mente aperta.

 

Le fotografie in bianco e nero sono tratte dal libro "A la modda dli Travinel".