PARROCCHIA DI S. PIETRO IN VINCOLI DI TRAVES (Valli di Lanzo)
OPERA SVOLTA DAL CLERO PARROCCHIALE DURANTE
Dietro l’invito di S.E. il
Cardinale Arcivescovo M.Fossati si rende noto :
a beneficio delle famiglie di
richiamati fu istituito un ufficio informazioni in casa Parrocchiale, mediante
il quale si poteva inviare e ricevere notizie, tramite Vaticano, di quasi tutti
i 43 soldati prigionieri e deportati.
Il 6 gennaio 1944 Traves, paesetto di montagna di circa
mille anime, fu il primo della vallata che ricevette il battesimo di fuoco.
Forse informati da qualche spia, alle ore 7 un distaccamento di Tedeschi con
un’autoblinda e due camions giungeva alla cantina
della Stazione ritenuta come un covo di ribelli. Piazzate tre mitragliatrici
bloccarono la borgata e i viaggiatori provenienti da Torino col primo treno.
Alle 8,30 le mitraglie tedesche crepitano proprio
mentre i fedeli escono di Chiesa dopo aver ascoltata la prima Messa. Un panico
generale; e mentre tutti fuggono alle proprie case già
si sentono le urla strazianti di una sposa ferita alle spalle da una raffica. Intanto una cinquantina di partigiani radunatisi sul piazzale della
Chiesa danno battaglia. Dopo tre ore di combattimento i partigiani sono dispersi per le montagne, e quattro tedeschi, percorsi i
Con un linguaggio violento ed aggressivo,
mitragliatori puntati, circondano il Parroco che li attende (è l’unico
uomo rimasto in paese) minacciandolo di metterlo al muro se non svela loro il
domicilio dei ribelli.
Grazie a Dio si giustifica senza compromettere nessuno ed
è lasciato libero. Ridiscendono alla base, e vengono di
nuovo attaccati dai partigiani. Ed allora incominciano
le rappresaglie. Alle 14, otto uomini, tra cui un Avvocato, vengono
fucilati senza che il Parroco abbia potuto prima avvicinarli. Saccheggiano la cantina; caricano due vagoni ferroviari di derrate,
vino e bestiame; bruciano due case, poi ritornano a Torino, ubriachi fradici.
Il 18 gennaio, tesa un’imboscata ai tedeschi, essi
lasciano nella strada 13 morti e 15 feriti. Conseguenza: il giorno dopo una
borgata veniva letteralmente bruciata, ed il Parroco
non poteva far nulla.
Il 6 marzo i Tedeschi perquisiscono la casa Parrocchiale,
minacciando di bruciare tutto il Capoluogo se non si palesano i nascondigli dei
partigiani. Il Parroco può intromettersi e solo una casa viene
bruciata.
Pochi giorni dopo, durante un rastrellamento in grande stile da parte di truppe Repubblicano-Tedesche,
otto partigiani che, malaticci, non resistono ai disagi della montagna,
rimangono nascosti tra la volta ed il coperchio della Chiesa Parrocchiale,
dieci giorni.
Nel frattempo un partigiano ferito grave, mentre, tra il
fischiare delle pallottole, il Parroco cerca di portare al poveretto gli ultimi
conforti spirava prima che il Sacerdote vi giungesse.
Il giorno 3 agosto e la notte seguente i partigiani dal
Comando di Pessinetto, mandano un picchetto armato a piantonare
Il Parroco trascorre due giorni di febbrile aspettativa, perché è minacciato d’andare al muro se i
denari non vengono consegnati.
Il medesimo va a giustificarsi al Comando partigiano
facendo energiche proteste per lo sleale ed immeritato trattamento a suo
riguardo: essere trattato come un volgare delinquente, dopo aver arrischiato pei loro compagni tre volte la vita!
Difatti, perquisite con più
diligenza le camere della sospettata spia, le
Il 26 agosto, alle ore 15, un Tenente della Repubblica,
coadiuvato da Tedeschi, a
Il Parroco che in esse sta
recitando il Breviario è salvo prodigiosamente.
I danni della Chiesa e Casa Parrocchiale salgono a L. 134.000.
Quale fu la vendetta del Parroco? Quindici giorni dopo
ospitava gratuitamente, per diversi giorni, un
Tenente Repubblicano ammalato, con un suo attendente.
Da notarsi che in tutta la vallata si alternavano
(continuamente) scaramucce e
rappresaglie tanto da parte dei tedeschi e Repubblicani, quanto da parte dei
partigiani.
Cessata la guerra alla fine di Aprile,
il 6 maggio 1945, radunati in Chiesa tutti i fedeli, si cantò il Te Deum in ringraziamento per le finite ostilità.
In fede - Traves 15 ottobre 1945
DonGiacomoGambino
Priore
a Traves