Opera svolta dal clero parrocchiale durante la guerra 1940 – 45

 

PARROCCHIA DI S. PIETRO IN VINCOLI DI   TRAVES  (Valli di Lanzo)

 

OPERA SVOLTA DAL CLERO PARROCCHIALE DURANTE LA  GUERRA 1940 – 1945

 

Dietro l’invito di S.E. il Cardinale Arcivescovo M.Fossati si rende noto :

a beneficio delle famiglie di richiamati fu istituito un ufficio informazioni in casa Parrocchiale, mediante il quale si poteva inviare e ricevere notizie, tramite Vaticano, di quasi tutti i 43 soldati prigionieri e deportati.

Il 6 gennaio 1944 Traves, paesetto di montagna di circa mille anime, fu il primo della vallata che ricevette il battesimo di fuoco. Forse informati da qualche spia, alle ore 7 un distaccamento di Tedeschi con un’autoblinda e due camions giungeva alla cantina della Stazione ritenuta come un covo di ribelli. Piazzate tre mitragliatrici bloccarono la borgata e i viaggiatori provenienti da Torino col primo treno. Alle 8,30 le mitraglie tedesche crepitano proprio mentre i fedeli escono di Chiesa dopo aver ascoltata la prima Messa. Un panico generale; e mentre tutti fuggono alle proprie case già si sentono le urla strazianti di una sposa ferita alle spalle da una raffica. Intanto una cinquantina di partigiani radunatisi sul piazzale della Chiesa danno battaglia. Dopo tre ore di combattimento i partigiani sono dispersi per le montagne, e quattro tedeschi, percorsi i 1500 metri di salita, giungono davanti alla Chiesa Parrocchiale.

Con un linguaggio violento ed aggressivo, mitragliatori puntati, circondano il Parroco che li attende (è l’unico uomo rimasto in paese) minacciandolo di metterlo al muro se non svela loro il domicilio dei ribelli.

Grazie a Dio si giustifica senza compromettere nessuno ed è lasciato libero. Ridiscendono alla base, e vengono di nuovo attaccati dai partigiani. Ed allora incominciano le rappresaglie. Alle 14, otto uomini, tra cui un Avvocato, vengono fucilati senza che il Parroco abbia potuto prima avvicinarli. Saccheggiano la cantina; caricano due vagoni ferroviari di derrate, vino e bestiame; bruciano due case, poi ritornano a Torino, ubriachi fradici.

Il 18 gennaio, tesa un’imboscata ai tedeschi, essi lasciano nella strada 13 morti e 15 feriti. Conseguenza: il giorno dopo una borgata veniva letteralmente bruciata, ed il Parroco non poteva far nulla.

Il 6 marzo i Tedeschi perquisiscono la casa Parrocchiale, minacciando di bruciare tutto il Capoluogo se non si palesano i nascondigli dei partigiani. Il Parroco può intromettersi e solo una casa viene bruciata.

Pochi giorni dopo, durante un rastrellamento in grande stile da parte di truppe Repubblicano-Tedesche, otto partigiani che, malaticci, non resistono ai disagi della montagna, rimangono nascosti tra la volta ed il coperchio della Chiesa Parrocchiale, dieci giorni.

Nel frattempo un partigiano ferito grave, mentre, tra il fischiare delle pallottole, il Parroco cerca di portare al poveretto gli ultimi conforti spirava prima che il Sacerdote vi giungesse.

Il giorno 3 agosto e la notte seguente i partigiani dal Comando di Pessinetto, mandano un picchetto armato a piantonare la Casa Parrocchiale, perché sospettano che il Parroco abbia ricevuto in consegna L. 190.000 da uno sfollato abitante in canonica, il quale è ritenuto una spia tedesca.

Il Parroco trascorre due giorni di febbrile aspettativa, perché è minacciato d’andare al muro se i denari non vengono consegnati.

Il medesimo va a giustificarsi al Comando partigiano facendo energiche proteste per lo sleale ed immeritato trattamento a suo riguardo: essere trattato come un volgare delinquente, dopo aver arrischiato pei loro compagni tre volte la vita!

Difatti, perquisite con più diligenza le camere della sospettata spia, le 190.000 L. vennero trovate il giorno dopo nella culla del bambino.

Il 26 agosto, alle ore 15, un Tenente della Repubblica, coadiuvato da Tedeschi, a 1500 metri in linea d’aria, spara a casaccio nel paese quindici cannonate, tre delle quali colpiscono la Chiesa, sfondando una parete.

Il Parroco che in esse sta recitando il Breviario è salvo prodigiosamente.

I danni della Chiesa e Casa Parrocchiale salgono a L. 134.000.

Quale fu la vendetta del Parroco? Quindici giorni dopo ospitava gratuitamente, per diversi giorni, un Tenente Repubblicano ammalato, con un suo attendente.

Da notarsi che in tutta la vallata si alternavano (continuamente) scaramucce e rappresaglie tanto da parte dei tedeschi e Repubblicani, quanto da parte dei partigiani.

Cessata la guerra alla fine di Aprile, il 6 maggio 1945, radunati in Chiesa tutti i fedeli, si cantò il Te Deum in ringraziamento per le finite ostilità.

     In fede    -   Traves 15 ottobre 1945

                                                                                  DonGiacomoGambino

                                                                                              Priore a Traves