Come fu ed è nostro costume, presentiamo nelle pagine che seguono il
rendiconto finanziario del nostro operato.
Ci siano permesse alcune brevi considerazioni a sottolineare la freddezza oggettiva
delle cifre.
Un bilancio non è mai soltanto un elenco di numeri, unoperazione
ragionieristica: sottintende idee, scelte, apporti, consensi; parla di piccoli
e grandi moti danimo, di piccoli o grandi sacrifici, cose che rappresentano
la filosofia del bilancio. Che sentiamo il dovere di esporre, scusandoci per
le inevitabili dimenticanze, brevemente citando casi e nomi che rappresentano
quello spirito senza il quale lopera non sarebbe.
Il primo, e non solo cronologicamente, rimane il gesto che nel 1969 volle compiere
la signora Macario Bam, madre di due Caduti partigiani; fu con le sue 50.000
lire che Rolandino aprì il conto intestato al Comitato.
La seconda citazione riteniamo debba andare a quelle centinaia di partigiani
che in città e paesi, libretto di sottoscrizione alla mano, raccolsero
le 1015 offerte interiori a 5.000 lire per un totale di L. 988.340.
Come pesa, amici quel milione!
E come degnamente gli stanno insieme le 200.000 lire rac- colte da Aldo Giacometti
fra i pensionati delle Vallette: ecco unaltra lezione di democrazia che
dal Cudine lanciamo al corruttore andazzo del sottogoverno.
Ancora poche citazioni necessarie.
Non potevano mancare a tanto appello le Amministrazioni degli Enti locali o
Ditte importanti: non troverete invece elemosine dei potentati economici che
usano le generose offerte per salvarsi lanima, come si dice: e questo
è un altro aspetto della filosofia del nostro bilancio.
Ecco invece le 463.000 lire raccolte nel 70, da Maggiorino e compagni
allIMP di Beinasco, una fabbrica di 200 operai e quelle 225.000 lire raccolte
tra ex carabinieri, alpini, ecc., non certo ricchi borghesi.
Lelenco delle citazioni si farebbe lungo, da Pederzoli, chiamato ad allargare
la strada innalzando il palco nel 73, che tutto offri fuori bilancio,
ai professionisti e tecnici cui bastò come onorario la nostra stretta
di mano: il progettista, il direttore dei lavori, lingegnere del computo
del cemento armato e infine il collaudatore.
Il « problema » che i ragazzi del Cudine dovranno risolvere è
dunque più politico che aritmetico: come è possibile mettere insieme
oltre 26 milioni per gente modesta quando non povera, per onesti cittadini ricchi
soltanto didee e di fede negli ideali di giustizia e di libertà
per cui si batterono e si battono?
La risposta è là, nella loro scoletta bianca. È tutto.
Abbiamo iniziato citando la madre di due partigiani caduti: il dolore che si
fa testimonianza dopera. Vogliamo terminare con gli artisti che restano
pur sempre insieme di poeti il sale della terra: il loro elenco chiude il nostro
bilancio come prova di quel qualcosa che supera la solidarietà: la scelta.
Di simile elenco non godettero né godranno mai i nostri nemici di sempre.
A tutti, non diciamo grazie, ma « Bene »!