Relazione al congresso ANPI Traves del 21 gennaio 2000.

 

Sono passati cinque anni dall’ultimo congresso, questo è stato voluto un po’ più pomposo dei precedenti. Abbiamo invitato tutto un mondo esterno che è il popolo dei comuni attorno al nostro.

Abbiamo in questi anni cambiato il secolo, il millennio. Nel 1996 data del precedente congresso si diceva "nel 2000 faremo, nel 2000 saremo…" come di una data quasi inverosimile da raggiungere, di la’ da venire, lontanissima.

Ebbene anche questa data è arrivata, è passata, una come tante altre. Ha portato via un pezzo di vita, ha aperto le porte ad una nuova vita.

I nostri costumi, le nostre abitudini sono continuate immutate, si sono evolute, si sono forse migliorate. Analizzando, come lo possiamo fare noi semplici mortali, le nuove generazioni, dobbiamo constatare, purtroppo con dispiacere, una apatia di fondo, una mancanza di ideali, un appannamento del vivere, che si rispecchia dagli atteggiamenti quotidiani che si notano nei giovani ovunque li si trovi. Nulla sembra toccarli, stimolarli: è vero che hanno tutto, hanno, alla loro età, già provato tutto, ma ciò non dovrebbe renderli così fiacchi. Forse un po’ della colpa sta nella generazione dei loro padri, i nati dopo la guerra, a cui si è incominciato a concedere un po’ tutto; il boom economico, il benessere, il progresso hanno presentato ben altra faccia del mondo rispetto alla generazione bellica.

Il benessere, l’avvento dell’auto, la televisione hanno portato a mutare i modi di vivere , la creazione di determinati status symbol hanno accelerato l’evoluzione del capitalismo economico.

La generazione "della guerra" fondata sui grandi valori, sugli ideali si è ben presto trovata in ritardo rispetto alle nuove teorie emergenti. Però non ha mai ceduto, e pur tra emarginazioni e momenti bui, ha saputo "tenere la strada", sempre, e prova ne è che ancora oggi attuale è sulla breccia. Ovunque le piccole grandi manifestazioni "per non dimenticare" hanno sempre reso attuale il momento fulgido creatosi con il moto della Resistenza. Parole come Democrazia, Libertà hanno navigato sulle onde della vita, come zattere ben salde verso la spiaggia. Sono riuscite ad emergere, dai momenti di Scelba, dai governi "strani" come quello di Tambroni, dai morti di Reggio Emilia, da tutti i tentativi revanscisti, per far rinascere quell’odiato colore nero.

Le varie piccole e grandi sezioni dell’ANPI sono state momenti aggreganti per i cittadini e baluardi, spiegati al vento, orientati verso i grandi ideali. Anche noi, nel nostro piccolo, nel nostro paese, non ci siamo mai arresi, e fieri dell’esempio di chi ci ha preceduti, siamo andati avanti con fermezza e decisione.

In questi cinque anni abbiamo organizzato le cerimonie del 6 gennaio e del 25 aprile. Abbiamo avvicinato le scolaresche delle elementari sensibilizzandoli all’evento Resistenza. Le tre edizioni della mostra di pittura, di cui una delle sezioni era dedicata alla Resistenza, hanno avuto una nutrita partecipazione di pittori. Alcuni di questi pittori hanno voluto far dono all’ANPI di Traves delle opere partecipanti alle varie edizioni, e le potete vedere qui esposte. Anche queste manifestazioni nel loro piccolo rendono omaggio alla Resistenza, e servono per non dimenticare quel periodo e soprattutto quelle persone, e furono veramente tante, che per noi lasciarono la vita.

Ogni paese ha la sua lapide, a perenne ricordo di quanti persero la vita in rappresaglie, in battaglie, in lager, in campi di deportazione. A loro si aggiungano quelli, che tornati, per le angherie subite o per le torture non riuscirono a sopravvivere al decennio successivo. Ai superstiti, a quelli che possono ancora raccontare quei momenti di vita, le giovani generazioni devono chiedere, devono attingere per sapere. Troppo poco ha sempre detto la scuola su quel periodo storico. Recentemente, è diventato di moda addirittura il voler riscrivere la storia in funzione di altre ideologie: questi ignobili tentativi di destabilizzazione vanno respinti.

Ancora una volta si ergono contro, i grandi personaggi che hanno fatto la storia Resistenziale, i Bobbio, i Galante Garrone,….

La politicanza tragga esempio da questi uomini.

Ma venendo velocemente a noi, ANPI di Traves, dopo queste divagazioni un po’ politichesi, abbiamo vissuto un buon periodo in questi anni.

Nuovi giovani si sono aggiunti ad infoltire il numero dei soci, il Direttivo ne è stata l’espressione. Ma non bisogna fermarsi, troppi giovani sono ancora fuori. La generazione di allora, quella combattente, per dura legge di natura, sta arrivando al traguardo, è necessario il ricambio per mantenere alto il vessillo della libertà. Voglia essere questo un augurio ed un richiamo rivolto alle nuove leve di giovani. Proprio rivolgendo il nostro sguardo verso i giovani dobbiamo impegnarci per far sì che il segnale di allora ritorni vivo e venga sentito e recepito dalle nuove generazioni: questo è l'obiettivo che ci dobbiamo porre per gli anni a venire.

Arrivando alla conclusione vorrei, nel ricordo di tutti i caduti della lotta della Libertà, durante quegli anni tristi, e nei successivi, chiedere un attimo di silenzio per i nostri soci di sezione mancati in questi cinque anni:

1996 Sartoris Roberto Vottero Ciomè Ferdinando
1998 Geninatti Satè Angelo  
1999 Olivetti Guido Perino Luigi
2000 Olivetti Emilio Berno Innocente
2001 Pocchiola Moreno  

Grazie.

Ora al termine di questa esposizione, l' ANPI vuole iniziare una tradizione: consegnare la tessera di Socio a persone che particolarmente legate alla Resistenza e che la sezione di Traves si onora di avere tra i propri iscritti. E’ una novità che andiamo a presentare ma che vuole essere un ringraziamento, invero piccolo, per quanto hanno fatto per la nostra Patria e per la nostra libertà e per noi tutti.

MICHELETTA-GINA Battista pres. A.N.E.I. delle Valli di Lanzo
OSANO Quinto ex deportato Ass. Naz. Ex Deportati
PERUCCA Giovanni Battista Fratello di Antonio caduto in combattimento sulle montagne di Locana

E infine a chi ha retto in questi ultimi anni il Comune di Traves, il signor Sindaco PERINO Edoardo. A lui il nostro ringraziamento per il sostegno e l'impegno profuso, non solo morale, ad ogni iniziativa dell'ANPI.

A conclusione di tutto non mi rimane che ringraziare tutti i convenuti, amici e compagni che hanno voluto aderire al nostro invito a partecipare al congresso.

In modo particolare vorrei ringraziare i presidenti delle Cooperative presenti con la loro bandiera. Proprio le cooperative nelle nostre valli sono sorte come moto spontaneo e con lo spirito di aggregazione popolare, continuatori ideali della lotta partigiana. Segno della nuova era, segno del volere di ricostruzione del paese e che, con l’unione dei singoli, favorirono lo sviluppo economico sociale dei paesi.